In­tro­du­zione al Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona — Prima parte

08 aprile 2013

Con­cetti generali

Pre­messa: il Coun­sel­ling in Italia

Seb­bene la de­fi­ni­zione di coun­sel­ling ap­paia an­cora oggi non uni­vo­ca­mente de­ter­mi­nata — in­fatti, il si­gni­fi­cato del ter­mine va­ria da paese a paese an­che nella stessa Unione Eu­ro­pea — con que­sto nome (coun­sel­ling, non coun­se­ling) si iden­ti­fica in Ita­lia un’attività pro­fes­sio­nale chia­ra­mente ca­rat­te­riz­zata e di­stinta da al­tre pro­fes­sioni di aiuto. In par­ti­co­lare, com’è noto, in Ita­lia la legge 56/89 (vedi) — che tra l’altro de­fi­ni­sce e de­li­mita la pro­fes­sione di psi­co­logo e l’esercizio dell’attività psi­co­te­ra­peu­tica — im­pone una netta se­pa­ra­zione tra il coun­sel­ling e la psi­co­te­ra­pia che co­sti­tui­sce un aspetto fun­zio­nale estre­ma­mente significativo.

Il qua­dro isti­tu­zio­nale e pro­fes­sio­nale che si è ve­nuto a de­ter­mi­nare in base a que­sta legge è con­fer­mato dalle de­fi­ni­zioni che ne dà il CNCP — Coor­di­na­mento Na­zio­nale Coun­sel­lor Pro­fes­sio­ni­sti (vedi). Lo Sta­tuto del CNCP ri­porta: “Il Coun­sel­lor è la fi­gura pro­fes­sio­nale che aiuta a cer­care so­lu­zioni di spe­ci­fici pro­blemi di na­tura non psi­co­pa­to­lo­gica e, in tale am­bito, a pren­dere de­ci­sioni, a ge­stire crisi, a mi­glio­rare re­la­zioni, a svi­lup­pare ri­sorse, a pro­muo­vere e a svi­lup­pare la con­sa­pe­vo­lezza per­so­nale su spe­ci­fici temi. L’obiettivo del coun­sel­ling è for­nire ai Clienti op­por­tu­nità e so­ste­gno per svi­lup­pare le loro ri­sorse e pro­muo­vere il loro be­nes­sere come in­di­vi­dui e come mem­bri della so­cietà af­fron­tando spe­ci­fi­che dif­fi­coltà o mo­menti di crisi”. In al­tri ter­mini il coun­sel­ling co­sti­tui­sce un pro­cesso re­la­zio­nale tra il coun­sel­lor e uno o più clienti — sin­goli in­di­vi­dui, fa­mi­glie, gruppi o isti­tu­zioni — che ha l’obiettivo di for­nire loro op­por­tu­nità e so­ste­gno af­fin­ché svi­lup­pino le pro­prie ri­sorse e pro­muo­vano il pro­prio benessere.

Il Coun­sel­ling in par­ti­co­lare è in­di­riz­zato all’individuazione e ri­so­lu­zione di spe­ci­fi­che pro­ble­ma­ti­che, dif­fi­coltà cir­co­scritte o mo­menti cri­tici le­gati ad una te­ma­tica chia­ra­mente de­li­mi­tata, con l’esclusione di si­tua­zioni in cui siano in­di­vi­dua­bili aspetti di na­tura psi­co­pa­to­lo­gica. Quest’ultimo aspetto ha un’importanza ri­le­vante per­ché con­corre a di­stin­guere in modo non equi­voco il coun­sel­ling da al­tre pro­fes­sioni di aiuto quale, ad esem­pio, la psi­co­te­ra­pia. In tal senso il Co­dice Deon­to­lo­gico del CNCP af­ferma con chia­rezza: “Il Coun­sel­lor ac­cetta Clienti che pre­sen­tino pro­blemi dei quali ha espe­rienza e com­pe­tenza; sa ri­co­no­scere quelle si­tua­zioni per le quali ri­chie­dere con­su­lenza e/o su­per­vi­sione o ef­fet­tuare un in­vio ad al­tro pro­fes­sio­ni­sta com­pe­tente fa­cen­dosi ca­rico di ren­dere mi­nimo il di­sa­gio alla per­sona”.

In que­sto sce­na­rio trova con au­to­re­vo­lezza la sua col­lo­ca­zione il Coun­sel­ling Cen­trato sulla Persona.

Il Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona in Ita­lia e i suoi ri­fe­ri­menti storici

In li­nea con que­sti as­sunti il Coun­sel­lor Cen­trato sulla Per­sona fa­ci­lita il suo cliente ad af­fron­tare le sfide co­sti­tuite dalla ge­stione più ef­fi­cace di pro­blemi spe­ci­fici di na­tura non psi­co­pa­to­lo­gica con l’obiettivo di av­viare pro­cessi de­ci­sio­nali, ri­sol­vere mo­menti di crisi, pren­dere de­ci­sioni, mi­glio­rare le pro­prie re­la­zioni, in­cre­men­tare le pro­prie ri­sorse. In tale con­te­sto il con­cetto di cliente iden­ti­fica un in­di­vi­duo, un gruppo, un si­stema or­ga­niz­zato nelle sue va­rie forme, che chie­dano un in­ter­vento pro­fes­sio­nale per es­sere sup­por­tati in un “per­corso for­ma­tivo o un pro­cesso di svi­luppo ine­rente una spe­ci­fica pro­ble­ma­tica” (dallo Sta­tuto del CNCP). In tal senso un Coun­sel­lor Cen­trato sulla Per­sona è un pro­fes­sio­ni­sta che, ope­rando in scienza e co­scienza, ef­fet­tua e pro­muove azioni eti­ca­mente, deon­to­lo­gi­ca­mente e scien­ti­fi­ca­mente fon­date nell’interesse del suo cliente.

Carl Ro­gers ha in­tro­dotto il la­voro sul coun­sel­ling fin da­gli anni qua­ranta (Ro­gers, 1942), met­tendo in evi­denza l’utilizzo di abi­lità di coun­sel­ling in nu­me­rose pro­fes­sioni di aiuto e po­nendo luce sulla spe­ciale re­la­zione tra pro­fes­sio­ni­sta e cliente. Il suo con­tri­buto ha dato un ap­porto si­gni­fi­ca­tivo allo svi­luppo del coun­sel­ling e alla sua dif­fu­sione. A di­stanza di tempo l’Approccio Cen­trato sulla Per­sona of­fre al coun­sel­ling una cor­nice di ri­fe­ri­mento par­ti­co­lar­mente ade­rente alle ca­rat­te­ri­sti­che e agli scopi del coun­sel­ling in­teso nell’accezione più mo­derna del ter­mine (Spa­ziani, Sul­pri­zio, 2008). Già ne­gli anni ’60 Ro­gers af­fer­mava (Ro­gers, 1942) che un coun­sel­ling ef­fi­cace con­si­steva nella crea­zione di un “rap­porto [tra coun­sel­lor e cliente] fles­si­bile, ma ben strut­tu­rato, che per­mette al sog­getto [il cliente] di rag­giun­gere un grado di au­to­com­pren­sione tale da con­sen­tir­gli di adot­tare prov­ve­di­menti po­si­tivi, alla luce di que­sto suo nuovo orien­ta­mento”.

Ro­gers, in­fatti, ri­te­nendo che tale azione co­strut­tiva do­vesse es­sere in­tra­presa dalla per­sona stessa, non era in­te­res­sato a pro­porsi come esperto di dia­gnosi né come ri­so­lu­tore di pro­blemi, ma a pro­muo­vere il pieno svi­luppo delle po­ten­zia­lità dell’individuo poi­ché ri­co­no­sceva nell’essere umano una forza — ten­dente all’autorealizzazione (Ro­gers, Kin­get, 1965) e pre­sente in ogni or­ga­ni­smo vi­vente — che egli de­no­minò “ten­denza at­tua­liz­zante”. Nel Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona – come in ogni al­tra re­la­zione d’aiuto “cen­trata sulla per­sona” — il cliente non è quindi iden­ti­fi­cato come un pas­sivo frui­tore di con­si­gli, istru­zioni, in­se­gna­menti, di­ret­tive, ma come un agente di scelte li­bero e re­spon­sa­bile in grado di at­ti­vare ri­sorse per uscire dalla per­ce­zione sog­get­tiva di in­com­pe­tenza (de­fi­nita da Ro­gers incongruenza).

Coe­renza del Coun­sel­ling Cen­trato sulla Persona

La coe­renza (epi­ste­mo­lo­gica) del Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona con l’Approccio Cen­trato sulla Per­sona può es­sere com­presa at­tra­verso uno schema ge­rar­chico a tre li­velli (vedi). Lo schema il­lu­stra i dif­fe­renti campi di ap­pli­ca­zione della teo­ria a cui si ap­pli­cano spe­ci­fi­che me­to­do­lo­gie. Dalle me­to­do­lo­gie di­scen­dono le prassi re­la­tive alle aree d’intervento con le ca­rat­te­ri­sti­che che le con­trad­di­stin­guono e che co­sti­tui­scono i di­versi set­ting (Spa­ziani, Sul­pri­zio, 2008).

Lo schema de­scritto nella fi­gura – ade­gua­ta­mente svi­lup­pato – con­sente di in­di­vi­duare cosa ap­par­tiene all’ambito del coun­sel­ling, cosa agli al­tri am­biti. Tutti i campi sono ri­con­du­ci­bili al li­vello della teo­ria ma ogni com­po­nente può es­sere de­fi­nita con una de­no­mi­na­zione uni­voca. Ad esem­pio: Psi­co­te­ra­pia Cen­trata sul Cliente, For­ma­zione Cen­trata sull’Allievo, Lea­der­ship Cen­trata sul Gruppo, Me­di­cina Cen­trata sul Paziente/Cliente, In­se­ri­mento e Orien­ta­mento al La­voro Cen­trato sulla Per­sona, Orien­ta­mento Sco­la­stico Cen­trato sullo Stu­dente, Me­dia­zione Fa­mi­liare Cen­trata sulla Per­sona, Coun­sel­ling Cen­trato sulla Persona.

Come per tutti gli am­biti di ap­pli­ca­zione dell’Approccio Cen­trato sulla Per­sona un par­ti­co­lare aspetto che ca­rat­te­rizza il Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona — di­stin­guen­dolo da al­tri ap­procci — è il ruolo che in esso è at­tri­buito al sog­getto che chiede aiuto: il cliente è con­si­de­rato agente si­gni­fi­cante in quanto egli solo può dare si­gni­fi­cato alla sua espe­rienza. In al­tre pa­role nel per­corso di coun­sel­ling il cliente — in una re­la­zione col­la­bo­ra­tiva con il coun­sel­lor — as­sume un ruolo at­tivo e re­spon­sa­bile in grado di mo­bi­li­tare ri­sorse fi­na­liz­zate ad uscire dalla pro­pria con­di­zione di dif­fi­coltà me­diante l’accrescimento del pro­prio po­ten­ziale. In quest’ottica il coun­sel­lor di­viene il fa­ci­li­ta­tore del pro­cesso di au­toe­splo­ra­zione e di cam­bia­mento del cliente (Spa­ziani, Sul­pri­zio, 2008).

Il Coun­sel­lor Cen­trato sulla Per­sona ha per­tanto il com­pito di fa­ci­li­tare il cliente nell’attribuire i si­gni­fi­cati agli eventi pro­muo­vendo in lui nel con­tempo au­to­con­sa­pe­vo­lezza e, di con­se­guenza, au­to­re­go­la­zione: il suo com­pito è di fa­ci­li­tare il cam­bia­mento at­tra­verso una re­la­zione che, come af­ferma sem­pre Ro­gers, non è fi­na­liz­zata a dare po­tere (em­po­wer­ment) al pro­prio cliente, ma a non sot­trar­glielo gio­cando egli stesso il ruolo di esperto (Ro­gers, 1980).

Ed è su que­sto aspetto che si fonda il mo­dello di Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona come ele­mento di rac­cordo tra l’Approccio Cen­trato sulla Per­sona (ACP) e la vi­sione si­ste­mica del pa­ra­digma bio­psi­co­so­ciale (su cui si fonda la Pro­mo­zione della Sa­lute): “L’empowerment si con­nota come pro­cesso e pro­dotto, ri­sul­tato cioè di un’evoluzione di espe­rienze di ap­pren­di­mento che por­tano un sog­getto a su­pe­rare una con­di­zione di im­po­tenza. Un sa­per fare e sa­per es­sere ca­rat­te­riz­zati da una con­di­zione di fi­du­cia in sé, ca­pa­cità di spe­ri­men­tare, di con­fron­tarsi con la realtà cir­co­stante.” (Zuc­coni, Ho­well, 2003). Il pa­ra­digma bio­psi­co­so­ciale con­si­dera, in­fatti, l’individuo come parte di un si­stema ca­rat­te­riz­zato da un equi­li­brio di­na­mico e in­se­rito in un con­te­sto mul­ti­di­men­sio­nale in­fluen­zato da aspetti fi­sici, psi­co­lo­gici e so­ciali in­ter­di­pen­denti che trova il suo fon­da­mento nel con­cetto di em­po­wer­ment: l’empowerment co­sti­tui­sce così la chiave di let­tura per un pro­getto di si­stema so­ciale dove a cia­scun in­di­vi­duo o in­sieme di in­di­vi­dui è ri­co­no­sciuto il di­ritto di es­sere pro­ta­go­ni­sta della pro­pria esi­stenza senza de­le­ghe ad esperti. Al ri­co­no­sci­mento del di­ritto ad una di­men­sione di vita più sana e fe­lice in­tesa come sod­di­sfa­zione dei bi­so­gni sog­get­tivi nel ri­spetto dei bi­so­gni de­gli al­tri si tenta di dare una ri­spo­sta in una pro­spet­tiva che mette “la per­sona al centro”.

La rap­pre­sen­ta­zione sog­get­tiva della realtà è con­no­tata dai ruoli svolti dalle per­sone che ci cir­con­dano, dai ruoli che esse ci at­tri­bui­scono, dal modo in cui ci re­la­zio­niamo con noi stessi e con gli al­tri e dalla strut­tura della so­cietà al­lar­gata. L’ambiente so­ciale in­fluenza il com­por­ta­mento isti­tuendo re­gole, fa­cendo ri­spet­tare mo­delli di con­trollo so­ciale, fa­ci­li­tando od osta­co­lando com­por­ta­menti spe­ci­fici (in tal senso la realtà è in­tesa come so­cial­mente co­struita) (Ber­ger, Luck­man, 1966). In que­sti con­cetti trova iden­tità e col­lo­ca­zione il coun­sel­ling, che si pre­senta — come il­lu­strato pre­ce­den­te­mente — nella forma di una pro­fes­sione di aiuto do­tata di una con­fi­gu­ra­zione au­to­noma ri­spetto a qua­lun­que al­tra forma di re­la­zione di aiuto e che è ca­rat­te­riz­zato da obiet­tivi spe­ci­fici ben delineabili.

All’interno della cor­nice di ri­fe­ri­mento dell’Approccio Cen­trato sulla Per­sona il Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona co­sti­tui­sce un set­ting pri­vi­le­giato per l’individuazione, da parte del cliente, di per­corsi esplo­ra­tivi non con­ven­zio­nali orien­tati a ten­tare so­lu­zioni ef­fi­caci di pro­blemi spe­ci­fici. A tale scopo – in sin­to­nia con gli enun­ciati del CNCP — il coun­sel­lor cen­trato sulla per­sona opera in modo da pro­muo­vere e sup­por­tare nel cliente, fa­ci­li­tan­done il pro­cesso di au­toe­splo­ra­zione, la presa di co­scienza di ele­menti quali i pro­pri bi­so­gni, de­si­deri e aspet­ta­tive e il ri­co­no­sci­mento delle pro­prie ca­rat­te­ri­sti­che (ca­pa­cità e li­miti). Que­sto pro­cesso ha come ef­fetto il raf­for­za­mento nel cliente del senso di iden­tità e del po­tere per­so­nale (em­po­wer­ment) e l’obiettivo è per­se­guito nel mo­mento in cui gli ele­menti del pro­blema sono iden­ti­fi­cati, esplo­rati e ap­pro­fon­diti dal cliente stesso, una so­lu­zione viene ipo­tiz­zata, va­lu­tata ed even­tual­mente mo­di­fi­cata dal cliente e dal coun­sel­lor as­sieme in fun­zione del mi­gliore ri­sul­tato pos­si­bile (cfr. lo sta­tuto del CNCP). In particolare:

  • l’area di per­ti­nenza del pro­cesso de­ci­sio­nale è cir­co­scritta a ben de­ter­mi­nate fasi di tran­si­zione della vita, do­vute a si­tua­zioni contingenti;
  • il pro­cesso è co­sti­tuito da un per­corso di au­toe­splo­ra­zione in cui il cliente ef­fet­tua la de­fi­ni­zione del pro­blema, il ri­co­no­sci­mento dei sen­ti­menti, l’esplorazione dei bi­so­gni sot­to­stanti e l’ipotizzazione di un sot­toin­sieme di so­lu­zioni praticabili;
  • tali fasi sono ca­rat­te­riz­zate da una con­di­zione di ma­les­sere e vul­ne­ra­bi­lità in per­sone ge­ne­ral­mente do­tate di un ade­guato li­vello di funzionalità;
  • obiet­tivo del Coun­sel­ling Cen­trato sulla Per­sona è pro­muo­vere l’empowerment del cliente per fron­teg­giare tali situazioni.
Se­conda parte — Approfondimenti
In­for­ma­zioni ge­ne­rali sul per­corso di Coun­sel­ling cen­trato sulla Persona